Blog Infezione tatuaggio: come riconoscerla e come curarla

Infezione tatuaggio: come riconoscerla e come curarla

Come riconoscere e cosa fare in caso di infezione determinata da un recente tatuaggio sulla propria pelle: una mini guida da tenere a portata di mano.

Sempre più diffusi e sempre più apprezzati, i tatuaggi sono veri e propri “piccoli” interventi che il nostro organismo subisce, pur a livello superficiale. E anche se farsi tatuare è oggi giorno una questione di poche minuti o poche ore, e anche se ormai le precauzioni di igiene e di sicurezza sono particolarmente alte e apprezzabili, è sempre opportuno evitare di abbassare la guardia, e prestare la massima cura su tale operazione, al fine di evitare delle infezioni che potrebbero avere anche conseguenze piuttosto serie.

Che cosa succede quando si fa un tatuaggio

Per poter fronteggiare al meglio qualsiasi problema legato al vostro tatuaggio, e per poter comprendere per quale motivo le infezioni potrebbero purtroppo comparire, si può partire ricordando che i tatuaggi sono marchi o disegni permanenti, realizzati mediante la pelle attraverso pigmenti che vengono inseriti con strumenti speciali nello stato più profondo della pelle. Per far ciò, il tatuatore utilizzerà una macchina particolare, in grado di pungere la pelle diverse decine (o centinaia!) di volte al minuto.

Ad ogni puntura, l’apparecchiatura inietterà delle piccolissime gocce di inchiostro sottopelle. Effettuato di solito senza anestesia, la realizzazione del tatuaggio ha una durata variabile e, di norma, non provoca altri effetti se non un leggero sanguinamento (asciugato durante l’operazione) e un dolore / fastidio soggettivamente percepito. Diverso discorso per il tatuaggio temporaneo, realizzato di solito con l’hennè, mediante applicazione alla cute di un impasto di polvere.

Come farsi fare un tatuaggio in piena sicurezza

Se scegliete di farvi fare un tatuaggio da un professionista, non dovreste avere grandi problemi con la sicurezza. Ad ogni modo, considerando che la prudenza è d’obbligo, bene chiarire con il vostro tatuatore di riferimento una serie di informazioni basilari. Potrebbe ad esempio essere opportuno condividere chi realizzerà il tatuaggio e quali requisiti di sicurezza e di standard qualitativi è in grado di adottare, valutando se chi effettua il tatuaggio indossa guanti e sistemi di igiene richiesti, attrezzature adatte, macchinari per la sterilizzazione, e così via.

Evitate di sottovalutare queste precauzioni, ed evitate di non condividere tali aspetti con il tatuatore per pudore o vergogna. Meglio infatti cercare di non trascurare nemmeno un dettaglio, permettendovi così di avvicinarvi al mondo del tatuaggio con maggiore sicurezza e più consapevolezza.

Quali sono i pericoli dei tatuaggi

Come abbiamo già avuto modo di rammentare, realizzare un tatuaggio in condizioni di sicurezza non dovrebbe comportare per voi alcun pericolo. Naturalmente, considerato che si tratta pur sempre di una lesione alla pelle, potrebbero verificarsi alcune infezioni e altre complicazioni. Tra le principali, ricordiamo ad esempio:

Reazioni allergiche, causate dagli inchiostri per i tatuaggi. Di solito sono rappresentate da eruzioni cutanee e prurito. Non è affatto detto che la reazione allergica debba verificarsi immediatamente dopo il tatuaggio (in alcuni casi comparirà a lunga distanza).
Patologie infettive: è fortunatamente un pericolo sempre più raro grazie alla elevata igiene e sicurezza dei tatuatori, ma non è da escludere che per realizzare il tatuaggio si utilizzino delle attrezzature non pienamente sterilizzate e pertanto contaminate da sangue infetto.
Infezioni: si tratta di una reazione più comune (ma non frequente), rappresentata da infezioni batteriche locali, contraddistinte da rossore, gonfiore, dolore e pus.
Granuloma: sono piccoli noduli che si formano sottopelle, come conseguenza di una reazione immunitaria del nostro organismo verso una sostanza che viene percepita come estranea.

Come riconoscere l’infezione

A questo punto, cerchiamo di approfondire brevemente che cosa accada durante l’infezione, iniziando dal suo “riconoscimento”. Il nostro consiglio è quello di non saltare subito a conclusioni affrettate se la zona del tatuaggio è un po’ arrossata e gonfia (è normale), ma nemmeno attendere troppo tempo prima di recarvi dal vostro medico. Cercate dunque di attendere qualche giorno (2-3) e se il dolore e lo scenario della zona del tatuaggio non è migliorata, tornate allo studio del tatuatore per un controllo, e andate dal vostro medico (dermatologo).

Chiaramente, non sottovalutate i segnali più ingenti dell’infiammazione, che dovrebbero condurvi immediatamente da uno specialista: se in particolare la pelle tatuata emana calore, il prurito coinvolge una zona anche circostante a quella del tatuaggio, l’arrossamento è costante o crescente, è bene non tergiversare oltre. Controllate altresì il gonfiore: se non è uniforme, potrebbe celare un’infezione. Ulteriormente, se siete preoccupati di avere un’infezione in corso, controllate la vostra temperatura: la febbre è un sintomo di un’infezione da trattare il prima possibile.

Come trattare l’infezione

Se c’è un’infezione – eventualmente controllata anche dal vostro tatuatore – il suggerimento è intuibilmente quello di recarsi dal proprio medico il quale, presumibilmente, andrà a consigliarvi alcuni farmaci che potrebbero aiutare il contrasto dell’infezione. Prendete pertanto gli antibiotici prescritti nei modi e nei tempi indicati dal medico, utilizzate le creme topiche come suggerito, e seguite le istruzioni che vi verranno fornite.

Detto ciò, potrebbe essere utile parlare con il vostro medico anche prima di effettuare il tatuaggio, scoprendo quali sono i modi per poter prevenire eventuali problemi. Buon tattoo!

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